Istanbul

Dopo essere rimasto bloccato a Doha per 48 ore sono finalmente arrivato a Istanbul, per definizione è il punto di congiunzione tra Oriente e Occidente, quindi l’inizio dell’Europa. Ho visitato la città e mi sono rimesso subito in sella, ho appena 20 giorni e circa 2200km per ritornare a casa! Riprendere a pedalare dopo qualche giorno di pausa è sempre bellissimo, le gambe girano veloci e sembra di volare, a farmi compagnia il profumo del mare e dei pini marittimi che mi fanno sentire come fossi appena arrivato in vacanza.
Ormai sono noioso, anche qui la gente è buona ed ospitale, il guardiano di una fabbrica mi ha fatto campeggiare all’interno della proprietà e siamo finiti poco dopo a bere il loro particolare tè ed a guardare la partita di calcio, ovviamente senza poter parlare, purtroppo qui l’inglese non è molto diffuso. Ora sono già in Bulgaria, l’Italia si avvicina e la voglia di riabbracciare amici e famiglia incomincia a farsi sentire. Arrivo!!

Cape Town

Le ultime colline lungo la costa sono state fantastiche, lì, l’ inverno si sentiva meno e campeggiare in tenda non era più un problema, soprattutto perchè quando chiedevo un posto sicuro dove campeggiare mi offrivano anche cena e colazione. La generosità sud africana mi ha proprio sorpreso!

Arrivando in città mi rendo conto che non si tratta della solita metropoli; qui lo scenario è fuori dal normale, infatti un imponente montagna rocciosa fa da sfondo al panorama cittadino.

Qui con l’ aiuto di Couchsurfing ho trovato subito tanti amici interessanti e sono riuscito ancora una volta a ballare salsa. In questa zona si trovano tante spiagge vicino alla città, montagne ed animali meravigliosi. Non ci si può proprio lamentare, non manca niente!

Domani ho il mio ultimo volo, si torna in Europa, per la precisione proprio dove questa inizia!

Per la costa

Pedalando lungo la strada che porta a Cape Town mi stavo iniziando ad annoiare, la zona desertica ormai prossima prevedeva sempre meno centri abitati, così ho deciso di seguire alcuni consigli recuperati in questi giorni e di svoltare per la strada costiera. Dopo 10 giorni senza soste incomincio ad essere un po’ stanco ed allungare la strada, andando in contro ad una zona montuosa potrebbe sembrare una cosa stupida, ma io sono qui per esplorare e l’idea di potermi perdere posti meravigliosi solo per comodità mi da proprio fastidio! Come al solito il mio intuito non sbaglia, e mi son ritrovato in mezzo a panorami e posti fantastici!

Ora sono a tre giorni dalla capitale, qui la notte fa meno freddo e posso finalmente dormire bene; sono però veramente stanco ed incomincio anche ad accusare qualche cedimento mentale dopo tutti questi mesi. Sarà forse psicologico dato che il dodicesimo mese è ormai prossimo? Un ultimo sforzo e poi mi riposerò! 🙂

Africa

Dopo essere atterrato nel mio ultimo continente, ho passato la prima sera in compagnia di Jack, abbiamo cenato e ho passato la prima notte nella sua depandance; il Sud Africa è la parte di questo continente più industrializzata e non è difficile trovare quel che si cerca, comprese le buone persone. Qui tra i bianchi ed i neri non passa buon sangue ed a volte quando saluto persone di colore per la strada ci mettono un attimo a realizzare che sono un amico per salutarmi e sorridere. Dalla seconda notte ho dormito in tenda, lungo la strada, semplicemente in un posto lontano dagli occhi della gente; qui però è inverno e la notte fa molto freddo, indosso tutti i vestiti possibili ma riesco giusto giusto a dormire.

Ieri è stata una giornata particolare, fermandomi a lavorare in un centro commerciale mi sono ritrovato sulla bicicletta una borsa di cibo, offerto dai dipendenti di un ufficio; più tardi cercando un posto dove campeggiare, una signora mi ha proposto di dormire nel suo resort! Così ho evitato un’ altra notte di freddo e ho approfittato anche di una super colazione! Questa cultura comincia a piacermi. In realtà, in tutto il mondo sono sempre stato accolto a braccia aperte e questa credo sia la lezione di vita più importante.

Adesso continuo a pedalare su questo altopiano a 1500m fino a Città del Capo dove ho già chi mi ospiterà!

Delhi

Nell’ ultimo post non ero stato molto positivo nei confronti dell’ India, e un po’ mi dispiaceva perché ho conosciuto tantissime persone che mi hanno aiutato: varie stazioni di polizia mi hanno accolto, offrendomi cibo e qualsiasi cosa io avessi bisogno, oppure alcune persone alle quali chiedevo indicazioni, facevano di tutto per darmi la migliore risposta. Purtroppo però, mi toccherà ripartire con l’ amaro in bocca. Gli ultimi tre giorni a Delhi sono stato ospite di una giovane famiglia, molto disponibili e gentili; lì, ho incontrato un ragazzo francese, arrivato tramite Couchsurfing, mentre io usando l’altro network per cicloturisti. Qualcosa mi puzzava sin da subito, a loro non interessava parlare molto con noi e non c’ era lo scambio culturale che motiva l’ ospitalità, ma mi era già capitata una cosa simile ed ho continuato stando sul chi va là. L’ ultima notte il mio amico francese è ripartito all’ alba per prendere il suo aereo e quando mi sono svegliato ho letto un suo messaggio dove mi informava che nella notte la simpatica famiglia aveva rubato una GoPro e 200 euro dal suo zaino!
Ho subito controllato tutte le cose costose e a me non mancava niente, ho tirato un sospiro e ho radunato subito tutte le mie cose. Ho pensato se affrontare la cosa o lasciare perdere e andarmene così, ma certe cose mi danno troppo fastidio, non possono averla vinta cosi facilmente. Dunque, ho portato tutto ciò che mi apparteneva fuori dalla loro casa e poi ho affrontato l’argomento; dopo l’ovvia negazione mi sono recato in una stazione di polizia per esporre denuncia. Più tardi l’uomo ha cercato di contattarmi per sistemare la cosa in qualche maniera ma allo stesso tempo non voleva accettare l’accaduto, alla fine ho promesso di ritirare la mia denuncia solo se al ritorno del ragazzo in città, lui avrebbe restituito tutta la refurtiva, staremo a vedere.
Adesso sono in aereoporto aspettando il mio volo che partirà in piena notte e che mi porterà in sud Africa. Il mio percorso africano purtroppo ha dovuto subire qualche piccolo taglio e sarà solamente da Jhoannesburg a Cape Town, dove lì mi aspetta l’ inverno!
Passerò da 47 gradi a 20, con minime durante la notte di 7º!

Indiani

Dopo due settimane in questo pazzo paese continuo a cercare di farmi un’idea su questo popolo, alcune persone sono da subito amichevoli e vogliono aiutarmi, molte altre mi vedono come un portafoglio con le ruote e fanno i simpatici solo per "comprarmi"; questo inizialmente mi ha deluso un po’, ma infondo qui la gente è molto povera… io sono un’ottima occasione per svoltare la giornata e quindi ho capito che forse dovevo cambiare semplicemente il modo di pormi. Appena mi fermo per comprare qualcosa, sapendo ormai i veri prezzi, faccio io il prezzo al venditore prima che lui faccia la figura di quello che ci prova, oppure a volte la metto sul ridere e mi pongo per primo in atteggiamento amichevole. In ogni caso non è proprio il paese più facile, la povertà si può vedere per le strade e spesso ho incontrato bambini di 5-6 anni ingiro a chiedere la carità, capaci di aspettare vari minuti guardandoti con i loro occhietti impassibili e tristi, seguendoli poi con lo sguardo non è difficile trovare l’adulto che controlla questo schifoso business; in quei momenti mi piacerebbe poter fare di più per combattere il fenomeno, ma purtroppo più di non alimentarlo per ora non posso fare. Ora sono ad Agra, ho visto il Taj Mahal e mi sono fermato qualche giorno in più a riposare, il traffico indiano è per adesso il peggiore che ho incontrato e come se non bastasse è farcito con un l’uso del clackson senza cognizione di causa… spesso questo mi stanca di più che l’esercizio fisico! Domani si riparte per Delhi!

India

L’india non sono mai riuscito ad immaginarmela veramente, dai racconti e le immagini che ho sempre visto avevo un’idea di un posto non molto facile, eppure ho conosciuto tantissime persone che hanno passato qui vari mesi, e mi parlavano con la voglia di ritornarci presto.
Bene, finalmente posso vivere questo posto di persona; parto di buon ora dall’aereoporto, in cui ho passato la notte e mi metto a pedalare per la mia strada, faccio un paio di stop per mettere qualcosa sotto i denti e subito mi rendo conto di cosa voglia dire pedalare in India con una bicicletta carica di bagagli e una tutina aderente color rosso. Appena mi fermo, ho giusto qualche secondo per respirare prima che una decina di persone mi circondano, alcune fanno le classiche domande ma la maggioranza semplicemente mi fissa senza espressione alcuna, la cosa non mi mette proprio a mio agio e mangio velocemente per togliermi dal centro dell’attenzione.
La sera, passando di fronte ad una stazione dei pompieri, decido di provare a chiedere il permesso di sistemarmi qui, come facevo in centro e sud america. Dopo varie peripezie e parecchi fastidi dati dalla mia stanchezza e la curiosità della gente, la polizia mi paga un hotel, il secondo giorno ci riprovo e cosi via per i primi cinque giorni riesco a risparmiare sull’alloggio. Ora sono arrivato a Varanasi, quì ho pagato un paio di notti in un dormitorio e ho iniziato a visitare questo posto magico, questa è la città dove tutti gli indiani vengono a morire.
E` una tradizione antichissima e vedere questi fuochi crematori di persona è veramente emozionante. Ho anche visto il fuoco originale, dal quale vengono accesi i vari altri fuochi crematori e che sarebbe acceso da vari secoli senza mai essere stato spento.

Kolkata

Ho pedalato per tutta la Birmania, spingendomi anche vicino a quel confine che purtroppo ho dovuto saltare con un aereo, sono ritornato poi vicino a Yangon, e attendendo il mio volo ho passato qualche altro giorno nel centro di meditazione e volontariato che già mi aveva ospitato. A volte certi posti sono speciali, puoi viaggiare per chilometri e chilometri senza incontrare una persona interessante oppure puoi trovarne parecchie nello stesso posto. Dopo aver stretto alcune amicizie che sicuramente avranno un futuro, sono ripartito in direzione dell’aereoporto, qui dopo aver impacchettato la bicicletta ho scoperto che avrei dovuto pagare il mio secondo bagaglio ben 25 dollari al chilo, dopo vari tentativi di contrattazione sono riuscito ad avere uno ottimo sconto che pero mi ha lasciato comunque con l’amaro in bocca. In questo momento, dopo lo scalo di Dacca, mi trovo a Calcutta, ho passato la notte in aereoporto e tra pochi minuti esco ed inizio l’esplorazione.

Il vero Myanmar

"Htamin sa pi bi la" è uno dei saluti più diffusi qui in Birmania e significa esattamente "hai mangiato?", questo la dice lunga sull’ospitalità e l’aiuto reciproco che caratterizza questo paese ed in questi giorni ho avuto la possibilità di scoprirlo di persona. Ho deciso di passare qualche giorno al mare, la spiaggia cominciava a mancarmi, mi sono diretto a sud, avendo già pedalato in questa strada ho deciso di caricare la bici su uno dei loro vecchi e particolari treni, ovviamente pagando solo la classe economica per finire cosi in mezzo alla gente normale, che tanto mi piace. Dopo nove ore di treno e qualche altro chilometro pedalato sono arrivato alla spiaggia più vicina, ma, per via delle festività l’ho trovata completamente invasa da ragazzi danzanti e anche un po’ alticci. Ho continuato la mia ricerca arando la spiaggia con la mia pesante bici e, cercando di allontanarmi il più possibile dalla festa, mi sono fermato solo per via di una rientranza del mare che limitava il passaggio. Senza neanche dover pensare più di tanto, poco dopo è arrivato un pescatore, che senza chiedere mi ha fatto cenno di passargli la bicicletta per aiutarmi ad attraversare il limite. A quel punto pensai che un ottimo modo per ringraziarlo sarebbe potuto essere comprare un po’ di pesce appena pescato, lui mi riempe una borsa e assolutamente non accetta nessun soldo… da quel momento ho pensato "benvenuto nel vero Myanmar"!
Per due giorni ho vissuto su questa spiaggia, lontano dalla normale civiltà, solo un piccolo villaggio di pescatori sorridenti e bambini che giocano liberi a rincorrersi; in questo posto, circondato da ben tre templi, non ho avuto problemi a recuperare acqua, cibo e buona compagnia.
Ora sono tornato a Yangon, ho finalmente richiesto il mio visto per l’India, ora sono finalmente più tranquillo; adesso non ci resta che dedicare i miei prossimi giorni a pedalare verso la magica Bagan.